L’enigma della farfalla dorata

Durante il periodo del solstizio d’estate, anno dopo anno, nel parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara, si ripete un fenomeno ancestrale denominato “la farfalla dorata”.

Non si sa da quando esiste, è stato scoperto nel 1997 dal prof. Enrico Calzolari, archeoastronomo e appassionato di storia antica.

Il fenomeno cresce di popolarità ed in molti, ogni anno, si recano in questo luogo magico durante il solstizio d’estate, per assistere alla meraviglia.

Cos’è l’enigma della farfalla dorata

Vediamo in cosa consiste l’enigma della farfalla dorata

Siamo sul promontorio del Caprione, in località Monti San Lorenzo, vicino alla poetica Lerici in provincia di La Spezia, presso un sito dove è stata rinvenuta un’area sacra databile tra il terzo e il quarto millennio prima di Cristo.

Il fenomeno della farfalla dorata si verifica all’imbrunire, quando un particolare riflesso dorato proiettato dalla luce del sole al tramonto attraversa il foro creato da un “quadrilithon”, una struttura litica composta da due pietre verticali sormontate da una architrave a rombo. L’immagine proiettata sulla roccia rappresenta una farfalla tutta d’oro. La farfalla dorata si posa sulla roccia e poi dopo pochi minuti svanisce, come se volasse via, lasciando i presenti senza fiato. Questo accade ogni sera, dalla metà di maggio fino al 26 luglio. Poi si deve attendere un anno per rivedere riapparire la farfalla sulla roccia.

Lo straordinario fenomeno archeoastronomico della farfalla dorata racchiude in sé mistero, storia, scienza e riti ancestrali.

La farfalla dorata è reale e nitida quanto evanescente ed inafferrabile e riunisce in sé il mistero di un mito ancestrale, la magia di una leggenda popolare ed un fascino magnetico.

Una figura di luce, una sagoma impressa sulla pietra dagli ultimi raggi di sole del giorno che si fanno spazio tra quattro pietre disposte ad arte da un arcano autore. Non si tratta di un miraggio né di un prodigio naturale ma l’impressione che si ha in quel bosco è quella di assistere ad un incantesimo, perché solo in quella manciata di giorni e solo in quella manciata di minuti che, coincidono proprio con  il solstizio d’estate (periodo in cui gli eventi magici sono all’ordine del giorno), il sole riesce a filtrare con un’inclinazione tale da riuscire a proiettare con un’esattezza scientifica, sempre nel medesimo punto, la farfalla dorata.

Enrico Calzolari, studioso di archeoastronomia e scopritore del fenomeno per indagarne il significato, tira in ballo l‘esoterismo, la cosmogonia sciamanica, la geografia sacra dell’India, l’astronomia, la geologia, l’eugenetica.   «Siamo in presenza di un sito megalitico» spiega Calzolari «un tetralite, per la precisione, cioè un insieme di quattro monoliti, la cui costruzione è riconducibile a ben diecimila anni fa ed è legato al culto della fertilità, alla nascita ma anche alla morte, perché la farfalla richiama il ritorno delle anime alla costellazione generatrice, cioè Cassiopea».

Per anni il mistero è rimasto celato per la fitta vegetazione che impediva alla luce di filtrare in mezzo alle rocce. Poi nel 1997 è avvenuta la causale scoperta.  

Questo luogo è stato scelto perché si trova sopra una grande faglia che crea campi elettromagnetici e pertanto rappresenta una fonte di energia molto forte, proprio quello che serviva per eseguire i rituali propiziatori della fecondità. Si tratta di un culto antico che ancora oggi continua ad esercitare il suo potere magnetico sui tanti visitatori che visitano il sito.

Non si può decifrare con assoluta certezza il significato del sito e cosa rappresenta la farfalla. Sappiamo che la farfalla simboleggia la trasformazione, e forse questo luogo incantato, questa immagine riflessa vogliono proprio simboleggiare un “passaggio” metafisico, una “trasmigrazione”, che si attua proprio durante il solstizio d’estate. Quindi il sito diventa la porta e la farfalla è il veicolo. Potrebbe trattarsi della transizione delle anime tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un culto legato alla fertilità quindi alla nascita oppure alla morte. Nei pressi della roccia dove la farfalla si riflette, ci sono resti di monoliti, tracce di muri e i resti di un’esedra, tutte strutture che molto presumibilmente formavano un’area rituale.

Un enigma che quasi sicuramente non verrà mai risolto del tutto, come è giusto che sia per i misteri.

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